Articolo aggiornato all’8 ottobre 2026. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono le indicazioni del neurologo.
Nelle fasi avanzate del Parkinson possono comparire i blocchi o fasi “off”: momenti in cui, nonostante la levodopa, il corpo si irrigidisce e muoversi diventa difficile. L’apomorfina è un farmaco che si usa proprio in questi casi. Non si prende per bocca: si inietta sotto la pelle, con una penna al bisogno oppure con una piccola pompa che la rilascia in modo continuo. In Italia si trova con i nomi commerciali Apofin e Dacepton.
Nomi commerciali e forme in Italia
| Nome in farmacia | Forma | Come si usa |
|---|---|---|
| Apofin stylo 30 mg/3 ml | Penna preriempita | Iniezioni al bisogno, quando arriva un blocco |
| Apofin 50 mg/5 ml | Fiale per infusione | Infusione continua con mini-pompa |
| Dacepton | Penna, cartucce o flaconcini | Iniezioni al bisogno o infusione continua |
Il nome ricorda la morfina, ma l’apomorfina non è un oppioide e non dà dipendenza: è un agonista dopaminergico, come il ropinirolo, ma molto più rapido.
Per chi è indicata
La scheda tecnica la prevede per le persone con Parkinson avanzato che hanno fluttuazioni motorie gravi e frequenti nonostante la levodopa e gli altri farmaci per bocca. È quindi un’opzione per pochi pazienti, valutata da un centro specializzato, accanto ad altre terapie avanzate come la DBS e le infusioni di levodopa.
La penna: per i blocchi improvvisi
Con la penna si fa un’iniezione sotto la pelle, di solito sulla pancia o sulla coscia, nel momento in cui arriva il blocco. L’effetto è rapidissimo: inizia in circa 5-10 minuti e dura in genere tra 45 e 90 minuti, il tempo perché la dose successiva di levodopa faccia effetto. Spesso è il familiare o il caregiver a imparare a fare l’iniezione.
La pompa: per un effetto continuo
Quando i blocchi sono molti durante la giornata, si usa una mini-pompa programmabile, collegata a un piccolo ago sotto la pelle della pancia. Il farmaco arriva in modo continuo durante le ore di veglia e rende la giornata più stabile. Il punto in cui si inserisce l’ago va cambiato regolarmente, secondo le indicazioni ricevute.
Come si inizia: ospedale e domperidone
- La terapia si avvia in genere con un breve ricovero o in un centro specializzato, per trovare la dose giusta.
- Prima di iniziare si prende di solito il domperidone, un farmaco contro la nausea, per almeno due giorni, e poi lo si sospende appena possibile.
- Sia l’apomorfina sia il domperidone possono alterare il ritmo del cuore: per questo si fa un elettrocardiogramma prima e durante l’avvio della terapia.
- Si fanno anche esami del sangue all’inizio e periodicamente, perché raramente l’apomorfina può causare un tipo di anemia.
Effetti collaterali
- Noduli, arrossamento o infiammazione nel punto dell’iniezione: sono molto comuni. Ruotare bene i punti e seguire le regole di igiene aiuta.
- Nausea e vomito, soprattutto all’inizio o se si salta il domperidone.
- Sonnolenza, che di solito migliora nelle prime settimane: chi ha episodi di sonno improvviso non deve guidare.
- Allucinazioni, confusione, agitazione.
- Discinesie, a volte intense.
- Comportamenti compulsivi (gioco, acquisti, cibo, sessualità): con l’apomorfina sono frequenti e vanno riferiti al neurologo.
- Calo della pressione e, raramente, svenimenti.
Controindicazioni e interazioni
L’apomorfina non va usata in gravidanza e allattamento, nell’insufficienza epatica grave e insieme all’ondansetron (un altro antinausea), perché l’associazione può causare un forte calo di pressione e perdita di coscienza. Va segnalato ogni nuovo farmaco, soprattutto quelli che agiscono sul ritmo cardiaco.
Domande frequenti
L’apomorfina è una forma di morfina?
No. Ha un nome simile, ma non è un antidolorifico, non è un oppioide e non dà dipendenza. Agisce sui recettori della dopamina.
Quanto velocemente fa effetto la penna?
In genere in 5-10 minuti, per questo si usa quando arriva un blocco.
Chi fa le iniezioni?
La persona stessa, se riesce, oppure un familiare o un caregiver, dopo essere stati istruiti dal centro che segue la terapia.
Che differenza c’è con la Duodopa?
Entrambe sono terapie in infusione per il Parkinson avanzato. L’apomorfina si dà sotto la pelle; la Duodopa è un gel di levodopa che arriva direttamente nell’intestino attraverso un tubicino.
Le altre schede dei farmaci
Trovi tutte le schede nella sezione Farmaci di Cure e terapie, tra cui la DBS, le infusioni Duodopa e Produodopa e ropinirolo. Per tenere traccia di orari, dosi ed effetti puoi usare il nostro Diario del Parkinson, che ricevi gratis iscrivendoti alla newsletter dalla home.
Fonti
Questo articolo è stato preparato dalla Redazione di Parkinson.live con finalità esclusivamente informative, sulla base delle schede tecniche ufficiali (RCP) indicate nelle fonti. Non è pubblicità né un invito a usare il farmaco: i medicinali citati sono soggetti a prescrizione e vanno usati solo secondo le indicazioni del medico. Non sostituisce il foglietto illustrativo né il parere del medico o del farmacista.



