A cura della Redazione Parkinson.live. Articolo aggiornato all’11 ottobre 2026. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono le indicazioni del neurologo.
Il parkinsonismo vascolare è un parkinsonismo secondario causato da danni ai piccoli vasi sanguigni del cervello. Non nasce dalla perdita delle cellule che producono dopamina, come nel Parkinson, ma da tante piccole lesioni che interrompono i circuiti del movimento.
In breve
- È dovuto a tante piccole lesioni dei vasi sanguigni del cervello.
- Colpisce soprattutto le gambe: passi piccoli e strascicati, difficoltà a partire, instabilità.
- Il tremore è raro e la levodopa aiuta poco.
- Controllare pressione, diabete, colesterolo e fumo aiuta a evitare che peggiori.
Le cause
Con gli anni, e soprattutto in presenza di pressione alta, diabete, colesterolo alto e fumo, le piccole arterie del cervello possono restringersi. Ne derivano piccoli infarti cerebrali, spesso silenziosi, e un danno diffuso della sostanza bianca. Quando questi danni colpiscono le vie che controllano il cammino, compaiono sintomi simili al Parkinson. Più raramente il parkinsonismo compare in modo improvviso dopo un ictus in una zona precisa.
I sintomi
- Camminata a piccoli passi, piedi che strisciano, base d’appoggio allargata.
- Difficoltà a partire o a girarsi, con la sensazione che i piedi restino “incollati” al pavimento.
- Instabilità e cadute.
- Braccia e mani di solito meno colpite delle gambe: per questo si parla anche di “parkinsonismo della parte inferiore del corpo”.
- Possono esserci difficoltà di attenzione e di memoria, urgenza urinaria, difficoltà a parlare o a deglutire.
Differenze con il Parkinson
| Malattia di Parkinson | Parkinsonismo vascolare | |
|---|---|---|
| Parte del corpo | Spesso inizia da un braccio o da un lato | Soprattutto le gambe, su entrambi i lati |
| Tremore a riposo | Frequente | Raro |
| Risonanza magnetica | Di solito normale | Lesioni vascolari diffuse |
| Levodopa | Risposta buona | Risposta scarsa, a volte parziale |
A volte le due condizioni sono presenti insieme: una persona con Parkinson può avere anche lesioni vascolari che peggiorano la camminata.
Come si fa la diagnosi
Il neurologo valuta la storia clinica, i fattori di rischio e il tipo di camminata. La risonanza magnetica è l’esame chiave: mostra le lesioni dei piccoli vasi. Può servire una prova con la levodopa per vedere se c’è un miglioramento. La diagnosi va distinta soprattutto dall’idrocefalo normoteso, che dà una camminata simile.
Le cure
- Prevenzione vascolare: tenere sotto controllo pressione, glicemia e colesterolo, smettere di fumare e seguire le terapie prescritte dal medico. Non cancella i danni già presenti, ma aiuta a evitarne di nuovi.
- Levodopa: il neurologo può provarla; una parte delle persone ottiene un beneficio, anche se di solito minore che nel Parkinson.
- Fisioterapia: è la terapia più utile per camminata ed equilibrio. Aiutano segnali ritmici, come contare o camminare a tempo di musica, e strisce sul pavimento.
- Ausili e casa sicura per ridurre il rischio di cadute.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del neurologo. Una diagnosi di parkinsonismo può essere posta solo da uno specialista.
Fonti
- MSD Manuals, edizione professionale: Parkinsonismo secondario e atipico (revisione marzo 2026).



