Degenerazione corticobasale: sintomi, diagnosi e cure

Mani anziane aiutate ad abbottonare una camicia: degenerazione corticobasale – Parkinson.live

A cura della Redazione Parkinson.live. Articolo aggiornato all’11 ottobre 2026. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono le indicazioni del neurologo.

La degenerazione corticobasale è una malattia neurodegenerativa rara, compresa tra i parkinsonismi atipici. Colpisce sia la corteccia del cervello, che governa gesti, sensibilità e linguaggio, sia i nuclei profondi che controllano il movimento: da qui il nome “cortico-basale”.

In breve

  • È uno dei parkinsonismi atipici più rari, di solito dopo i 60 anni.
  • Inizia quasi sempre da un solo lato, spesso con un braccio rigido e goffo.
  • Tipica è l’aprassia: la difficoltà a compiere gesti comuni pur avendo la forza per farli.
  • La levodopa aiuta poco; contano fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia.

Sindrome o degenerazione?

Si sentono due nomi. Sindrome corticobasale indica l’insieme dei sintomi che il neurologo osserva. Degenerazione corticobasale indica la malattia vera e propria, legata all’accumulo della proteina tau. La distinzione esiste perché gli stessi sintomi possono a volte essere causati da altre malattie, come la PSP o una forma di Alzheimer. Per il paziente il percorso di cura è in gran parte simile.

I sintomi

  • Inizio da un lato: un braccio o una gamba diventano rigidi, lenti e goffi.
  • Aprassia: difficoltà a fare gesti come abbottonarsi, usare le posate o salutare, anche se i muscoli funzionano.
  • Distonia: la mano può chiudersi a pugno o assumere posture fisse.
  • Mioclono: piccoli scatti improvvisi dei muscoli.
  • “Arto alieno”: la sensazione che la mano non appartenga a sé o si muova da sola, per esempio afferrando oggetti senza volerlo.
  • Sensibilità alterata: difficoltà a riconoscere un oggetto toccandolo a occhi chiusi.
  • Linguaggio e pensiero: con il tempo, difficoltà a trovare le parole, a fare calcoli o a orientarsi.

Col progredire della malattia i sintomi si estendono anche all’altro lato del corpo, e compaiono difficoltà di equilibrio e deglutizione.

Differenze con il Parkinson

Anche il Parkinson inizia spesso da un lato, ma nella degenerazione corticobasale l’asimmetria è molto marcata e sono presenti segni che nel Parkinson non ci sono: aprassia, arto alieno, mioclono, alterazioni della sensibilità. Inoltre la risposta alla levodopa è scarsa.

Come si fa la diagnosi

È soprattutto clinica. La risonanza magnetica può mostrare una perdita di volume più evidente in un emisfero. In alcuni centri si usano esami più specifici, come la PET o la ricerca di marcatori nel liquido cerebrospinale, soprattutto per capire se la causa può essere una forma di Alzheimer.

Le cure

Non esiste ancora una cura che rallenti la malattia. L’obiettivo è conservare l’autonomia il più a lungo possibile.

  • Farmaci: la levodopa a volte dà un piccolo beneficio sulla rigidità; altri farmaci possono ridurre il mioclono; la tossina botulinica può aiutare nella distonia dolorosa della mano.
  • Fisioterapia: per mantenere il movimento ed evitare che l’arto si irrigidisca.
  • Terapia occupazionale: strategie e ausili per vestirsi, mangiare e lavarsi.
  • Logopedia: per linguaggio e deglutizione.

Chiedi al neurologo dell’eventuale esenzione per malattia rara e informati su invalidità e accompagnamento e legge 104.


Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del neurologo. Una diagnosi di parkinsonismo può essere posta solo da uno specialista.

Fonti

  • MSD Manuals, edizione professionale: Parkinsonismo secondario e atipico (revisione marzo 2026).
  • International Parkinson and Movement Disorder Society, materiale informativo per pazienti sui parkinsonismi atipici.

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