Neurologa e paziente anziano durante una visita: parkinsonismi e differenze con il Parkinson – Parkinson.live

Parkinsonismi: cosa sono, quali sono e come si distinguono dal Parkinson

A cura della Redazione Parkinson.live. Articolo aggiornato all’11 ottobre 2026. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono le indicazioni del neurologo.

Quando il neurologo parla di parkinsonismo non sta necessariamente dicendo “Parkinson”. La parola indica un insieme di sintomi: movimenti lenti, rigidità dei muscoli, tremore e difficoltà di equilibrio. La malattia di Parkinson è la causa più comune di questi sintomi, ma ci sono altre malattie, e a volte cause curabili, che li producono. Questa pagina spiega quali sono e come i medici le distinguono.

In breve

  • Parkinsonismo è il nome dell’insieme di sintomi tipici del Parkinson: lentezza dei movimenti, rigidità, tremore, instabilità.
  • La malattia di Parkinson è la causa più frequente, ma non l’unica: esistono malattie diverse che danno sintomi simili.
  • Si dividono in parkinsonismi atipici (altre malattie degenerative) e parkinsonismi secondari (dovuti a una causa precisa, come farmaci o piccoli ictus).
  • Distinguerli è importante perché cambiano terapia, evoluzione e diritti.

Che cos’è un parkinsonismo

Si parla di parkinsonismo quando c’è lentezza dei movimenti (bradicinesia) insieme ad almeno uno di questi sintomi: rigidità o tremore a riposo. Spesso compaiono anche passi più piccoli, voce più bassa, scrittura che rimpicciolisce e, col tempo, difficoltà di equilibrio.

Questi sintomi nascono quasi sempre da un problema nei circuiti cerebrali che usano la dopamina. Le cause possono essere molto diverse: una perdita lenta di cellule nervose, un farmaco che blocca la dopamina, piccoli danni dei vasi sanguigni, un accumulo di liquido nel cervello.

I tre grandi gruppi

1. La malattia di Parkinson. È la forma più frequente. I sintomi di solito iniziano da un lato del corpo, peggiorano lentamente e migliorano in modo netto con la levodopa.

2. I parkinsonismi atipici. Sono altre malattie neurodegenerative, più rare, che all’inizio possono sembrare un Parkinson. Di solito peggiorano più in fretta, rispondono poco alla levodopa e hanno sintomi in più che il Parkinson non ha, o che nel Parkinson compaiono solo molto tardi.

3. I parkinsonismi secondari. Hanno una causa precisa, che a volte si può eliminare o trattare.

  • Parkinsonismo da farmaci: la causa secondaria più comune, spesso reversibile.
  • Parkinsonismo vascolare: dovuto a tante piccole lesioni dei vasi del cervello, colpisce soprattutto le gambe.
  • Idrocefalo normoteso: un accumulo di liquido nel cervello che dà difficoltà a camminare, incontinenza e calo della memoria, e che in parte si può curare con un intervento.

Esiste poi un disturbo che viene spesso confuso con il Parkinson ma non è un parkinsonismo: il tremore essenziale.

I segnali che fanno pensare a un parkinsonismo diverso dal Parkinson

I neurologi li chiamano “bandiere rosse”. Nessuno di questi segnali, da solo, basta per una diagnosi, ma sono il motivo per cui lo specialista può chiedere altri esami o rivedere la diagnosi nel tempo.

  • Cadute frequenti nei primi anni, soprattutto all’indietro.
  • Risposta scarsa o nulla alla levodopa, anche a dosi adeguate.
  • Peggioramento rapido, per esempio la necessità di un ausilio per camminare entro pochi anni.
  • Sintomi simmetrici fin dall’inizio, oppure limitati alle gambe.
  • Difficoltà a muovere gli occhi in su o in giù.
  • Disturbi importanti e precoci di pressione (svenimenti alzandosi), vescica o funzione sessuale.
  • Problemi di memoria, attenzione o allucinazioni nei primi anni.
  • Difficoltà precoci a parlare o deglutire.
  • Problemi di coordinazione, con andatura a gambe larghe come chi ha bevuto.

Come si arriva alla diagnosi

Non esiste un esame del sangue che distingua le varie forme. La diagnosi si basa soprattutto sulla visita neurologica e sull’osservazione nel tempo: capita che la diagnosi venga precisata dopo uno o due anni, quando compaiono sintomi più caratteristici.

  • Storia dei farmaci: è il primo controllo, perché il parkinsonismo da farmaci è frequente e reversibile.
  • Prova con la levodopa: un miglioramento netto e duraturo fa pensare alla malattia di Parkinson.
  • Risonanza magnetica: è normale nel Parkinson, ma può mostrare segni tipici in PSP, MSA, forme vascolari e idrocefalo.
  • DaTscan (scintigrafia dei trasportatori della dopamina): è alterata nel Parkinson e nei parkinsonismi atipici, mentre di solito è normale nel parkinsonismo da farmaci e nel tremore essenziale.
  • Altri test a seconda dei casi: esami della pressione in piedi e sdraiati, valutazione della memoria, puntura lombare nel sospetto di idrocefalo.

Per questi casi conviene farsi seguire da un centro specializzato nei disturbi del movimento, dove i neurologi vedono molti pazienti con forme rare.

Perché è importante una diagnosi precisa

  • Terapia: nelle forme secondarie si può agire sulla causa; nelle forme atipiche si evitano farmaci poco utili e si punta prima su fisioterapia, logopedia e prevenzione delle cadute.
  • Sicurezza: in alcune forme ci sono rischi specifici, come le cadute nella PSP o la forte sensibilità ad alcuni farmaci nella demenza a corpi di Lewy.
  • Diritti: alcune forme atipiche, come l’atrofia multisistemica, sono riconosciute come malattie rare e danno diritto all’esenzione. Chiedi al neurologo se è il tuo caso. In ogni caso si possono chiedere invalidità e accompagnamento e i benefici della legge 104.
  • Organizzazione: sapere come potrà evolvere la malattia aiuta la famiglia a programmare ausili, adattamenti della casa e assistenza.

Domande da fare al neurologo

  • Nel mio caso si tratta di malattia di Parkinson o di un parkinsonismo diverso?
  • Ci sono farmaci che sto prendendo che potrebbero causare o peggiorare i sintomi?
  • Servono una risonanza magnetica o una DaTscan?
  • Come sta funzionando la levodopa?
  • A quale centro specializzato posso rivolgermi?

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del neurologo. Una diagnosi di parkinsonismo può essere posta solo da uno specialista.

Fonti

  • MSD Manuals, edizione professionale: Parkinsonismo secondario e atipico (revisione marzo 2026).
  • MSD Manuals, edizione professionale: Paralisi sopranucleare progressiva (revisione marzo 2026).
  • MSD Manuals, edizione professionale: Demenza con corpi di Lewy e demenza del morbo di Parkinson (revisione febbraio 2025).
  • Rete regionale malattie rare Lombardia, scheda PDTA Atrofia multisistemica (RF0081).
  • International Parkinson and Movement Disorder Society, schede informative per pazienti su PSP e MSA (versione italiana).
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