Safinamide (Xadago): l’inibitore MAO-B per il controllo delle fluttuazioni motorie nel Parkinson

Confezioni di Xadago (safinamide) da 50 mg e 100 mg
Confezioni di Xadago (safinamide) da 50 mg e 100 mg

Nel percorso di cura della malattia di Parkinson, quando la terapia a base di levodopa inizia a perdere la sua uniformità d’azione e compaiono le prime fluttuazioni motorie, le fasi “off” in cui il farmaco sembra esaurire il suo effetto prima del tempo, il neurologo può valutare l’aggiunta di una terapia di supporto. Tra queste opzioni vi è la safinamide, un farmaco appartenente alla classe degli inibitori delle MAO-B.

Come agisce la safinamide

La safinamide (noto con il nome commerciale Xadago) agisce bloccando l’enzima monoamino ossidasi di tipo B (MAO-B), responsabile della degradazione della dopamina nel cervello. Inibendone l’azione, la safinamide fa sì che la dopamina disponibile, sia quella prodotta residuamente dal cervello sia quella derivata dall’assunzione di levodopa, rimanga attiva più a lungo nello spazio sinaptico. Il farmaco possiede inoltre una componente di modulazione sui canali del sodio e sul rilascio di glutammato, ma questo non si traduce in una protezione dalle discinesie: al contrario, l’aumento della disponibilità di dopamina può accentuare i movimenti involontari.

Dosaggi e come si assume

Il farmaco è disponibile in compresse da 50 mg e 100 mg. La posologia prevede l’assunzione di una sola volta al giorno, preferibilmente al mattino, indipendentemente dai pasti. Si utilizza nei pazienti stabili con dose stabile di levodopa quando la giornata non è più uniforme, per prolungare il tempo di buon controllo motorio. La dose di partenza è solitamente di 50 mg; nei pazienti con problemi epatici la dose rimane a 50 mg, mentre in caso di insufficienza epatica grave il farmaco non deve essere usato.

Effetti collaterali

Il profilo degli effetti collaterali richiede attenzione: tra gli effetti più comuni vi sono proprio le discinesie (movimenti involontari in eccesso), soprattutto se il paziente assume già dosi elevate di levodopa, situazione in cui il neurologo dovrà intervenire ritoccando i dosaggi. Possono inoltre comparire nausea, disturbi del sonno, vertigini, cefalea e, sul piano neuropsichiatrico, confusione o alterazioni del controllo degli impulsi.

Interazioni

Sul fronte delle interazioni, la safinamide non deve essere assolutamente associata ad altri inibitori delle MAO (come selegilina o rasagilina). L’uso concomitante di antidepressivi SSRI o SNRI richiede invece una valutazione e una cautela specifica da parte del medico curante.

Da ricordare

La safinamide si assume una volta al giorno, non sostituisce la levodopa e, se compaiono discinesie, confusione o alterazioni del sonno, è fondamentale parlarne con il neurologo prima di modificare qualsiasi dose in autonomia.

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